Data:
21 Novembre 2020

Nardini Stefania

DIRIGENTE SCOLASTICO

La professoressa Stefania Nardini, Dirigente Scolastico dell’IIS “Alessandrini-Marino” di Teramo, è laureata in Scienze dell’educazione e ha un ricco curriculum con diversi master all’attivo, tra cui un master biennale per dirigenti scolastici all’Università di Teramo, un master sui segnali di rischio e devianza giovanile all’Università di Ferrara, un master sulla valutazione del sistema scolastico all’Università di Roma, e due master su leadership e management alle Università di Roma e Firenze.
Giudice esperto presso la Sezione Minorile della Corte di Appello dell’Aquila, membro della Croce Rossa Italiana e dell’Osservatorio della famiglia, ha sempre prestato grande attenzione ai temi dell’innovazione dei processi educativi.
E’ una convinta paladina della Scuol@2.0 e del suo Istituto dice: “Il nostro impegno è quello di realizzare una scuola all’avanguardia, bella, viva e dinamica, dove gli studenti stanno bene, imparano e sono davvero protagonisti…

Il curriculum vitae e contratto, pubblicato anche sul sito del MIUR nella sezione operazione trasparenza, sono scaricabili qui di seguito:

Sede Presidenza: ITT Alessandrini – via San Marino, 12 Teramo

Telefono e Fax (centralino) : 0861 411762  – 0861 211110

Il DS riceve, su appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 12:00

Atto di Indirizzo

Atto di indirizzo orientativo per la revisione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa inerente le seguenti azioni:

Lo studente al centro

L’istruzione è un bene sociale, un investimento per il futuro del Paese e un servizio essenziale. Rappresenta lo strumento di garanzia imprescindibile per il pieno sviluppo della persona umana nel contesto sociale e culturale di riferimento.

Porre lo studente al centro dell’azione vuol dire necessariamente saper adeguare il linguaggio con cui ad esso ci si rivolge. Perché lo studente sia protagonista, è necessario che egli comprenda appieno la proposta formativa che gli viene offerta e tale comprensione non può realizzarsi se non attraverso un coinvolgimento diretto dello studente stesso nella didattica quotidiana, attraverso un ripensamento della metodologia didattica tradizionale, a vantaggio di un modello meno trasmissivo e più appassionante.

Sarà necessario promuovere e diffondere metodologie che superino la lezione frontale e privilegino, anche per le discipline di ambito umanistico, una partecipazione diretta degli studenti nella costruzione del sapere.

Qualità

Si deve perseguire una “scuola di qualità per tutti” per garantire una proposta di educazione e di istruzione di qualità per tutti, in cui ciascuno possa riconoscere e valorizzare le proprie inclinazioni, potenzialità ed interessi, superando le difficoltà ed i limiti che si frappongono alla sua crescita come persona e come cittadino.

La scuola ha il dovere di garantire agli studenti luoghi di apprendimento sicuri e un percorso scolastico, anche attraverso l’utilizzo di nuovi ambienti di apprendimento anche virtuali, che possa incidere positivamente nella realizzazione del loro progetto di vita e sul loro futuro, permettendo a tutti, ancorché privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dello studio secondo il dettato della nostra Costituzione.

Offerta Formativa Triennale

Allo scopo di migliorare l’offerta formativa per rafforzare le competenze e l’insegnamento di discipline che sono patrimonio storico, culturale e artistico del nostro paese e potenziarla con riguardo alle competenze linguistiche, all’arte, all’educazione motoria e alle nuove alfabetizzazioni, tra cui le competenze economiche, l’uso critico dei media e il pensiero computazionale; nell’ottica di una Didattica Digitale Integrata non più come didattica d’emergenza ma che prevede l’apprendimento con le nuove tecnologie anche digitali, quindi uno strumento utile per facilitare apprendimenti curricolari e favorire lo sviluppo cognitivo:

  1. si integrerà il Piano già formulato in maniera coerente con gli obiettivi e i traguardi di competenze fissati nelle Indicazioni Nazionali, accrescendo lo spazio riservato al potenziamento dei saperi disciplinari e allargando il campo d’azione con l’inserimento nella programmazione d’istituto di percorsi, curriculari ed extracurriculari, incentrati sullo sviluppo delle competenze trasversali in compiti di realtà, che contribuiranno a rafforzare la collaborazione con il territorio e a fornire una risposta più esaustiva ai bisogni formativi dell’utenza anche tramite l’utilizzo di piattaforme digitali;

  2. si valorizzerà la centralità di un armonico ed equilibrato sviluppo delle competenze di base e di una graduale acquisizione delle competenze digitali, rilevate periodicamente al fine di pianificare ed attuare successivi ed ulteriori approfondimenti anche in presenza;

  3. si faciliterà la creazione di “ambienti di apprendimento” che assicurino continuità nel passaggio tra didattica in presenza e didattica a distanza, fornendo all’alunno ogni supporto idoneo e ogni strumento utile al pieno raggiungimento degli obiettivi didattici ed educativi;

  4. si incrementerà la programmazione per classi parallele, al fine di ridurre la variabilità tra le classi e garantire a tutti gli studenti uguaglianza di opportunità;

  5. si interverrà con azioni mirate al potenziamento delle competenze chiave, in particolare nelle discipline di Italiano e Matematica, oggetto di rilevazione delle prove INVALSI, ma anche nella lingua straniera. Gli apprendimenti degli alunni saranno sottoposti a costante monitoraggio, sulla base del quale saranno attuati tempestivi interventi di recupero/consolidamento;

  6. si favorirà lo sviluppo di un clima di apprendimento positivo anche mediante la condivisione di regole di comportamento, con l’adozione di specifiche strategie per la promozione delle competenze sociali (assegnazione di ruoli e responsabilità, attività di cura di spazi comuni, sviluppo del senso di legalità e di un’etica della responsabilità, collaborazione e spirito di gruppo, ecc.);

  7. si favorirà, nella gestione delle classi, l’individuazione di diverse dimensioni di cui tener conto, in particolare la comunicazione, la relazione educativa e l’organizzazione in quanto questi aspetti connotano un ambiente di apprendimento inclusivo e devono diventare oggetto di specifiche riflessioni collegiali per essere considerati in modo esplicito nella valutazione e nella programmazione, per la promozione di un clima di classe che punta all’apprendimento e alla partecipazione sociale di tutti gli alunni/studenti, corrispondendo adeguatamente a tutte le diversità individuali;

  8. si sosterrà la conoscenza storico-critica del patrimonio culturale e l’esperienza diretta delle sue espressioni, anche attraverso le collaborazioni con le istituzioni preposte alla sua tutela, gestione e valorizzazione. Si sosterrà altresì lo sviluppo della creatività degli studenti, anche connessa alla sfera estetica e della conoscenza delle tecniche, tramite un’ampia varietà di forme artistiche, tra cui la musica, la danza, le arti dello spettacolo, le arti visive, l’artigianato artistico, il design e le produzioni creative italiane di qualità, sia nelle forme tradizionali che in quelle innovative;

  9. si estenderà il concetto di curricolo da curricolo degli insegnamenti a curricolo degli apprendimenti, verticale e inclusivo, che faccia riferimento agli interventi didattici, all’organizzazione dello spazio e del tempo, dei materiali e delle risorse e che sia monitorato secondo una logica triennale, annuale e periodica.

Inclusione scolastica

Bisogna promuovere una “scuola inclusiva” atta a contrastare la dispersione scolastica, a favorire politiche per l’inclusione di tutti gli alunni e a sviluppare una politica organica per studenti e fabbisogni del territorio, finalizzata a garantire il pieno diritto allo studio anche degli studenti disabili aprendo la scuola al territorio.

Occorre potenziare il ruolo dell’Istituto quale motore di sviluppo sociale e ridurre il divario tra i territori promuovendo la coesione sociale, devono essere definiti percorsi didattici personalizzati ed inclusivi, anche nel quadro degli obiettivi dell’agenda 2030.

L’inclusione è garanzia per l’attuazione del diritto alle pari opportunità e per il successo formativo di tutti.

L’evoluzione dei concetti di disabilità, normalità, inclusione educativa e i continui progressi della tecnologia hanno trasformato il modo di vivere e di pensare la diversità prefigurando un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella scuola, a favore della costruzione di curricoli inclusivi per tutti, non solo per i soggetti il cui percorso di istruzione sia connotato da condizione di disabilità, da specifici disturbi dell’apprendimento o da altre situazioni di svantaggio socio economico, linguistico o culturale ma anche per quegli studenti ad alto potenziale che necessitano, a loro volta, di strategie didattiche coerenti con la loro speciale condizione.

Un curricolo inclusivo privilegia la personalizzazione perché valorizza le molteplici forme di differenziazione, cognitiva, comportamentale, culturale, che gli allievi portano in dote a scuola.

Si devono personalizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento non per parcellizzare gli interventi e progettare percorsi differenti per ognuno degli alunni/studenti delle classi, quanto per strutturare un curricolo che possa essere percorso da ciascuno con modalità diversificate in relazione alle caratteristiche personali. Bisogna pensare alla classe non come un’unica entità astratta che ha un unico obiettivo da raggiungere con un’unica strategìa, ma come una realtà composita in cui mettere in atto molteplici strategie per sviluppare le potenzialità di ciascuno.

La scuola deve essere il luogo dell’inclusione, dell’integrazione, della crescita e dello sviluppo collettivo e individuale. Nessuno deve essere lasciato indietro, non devono esistere barriere di alcun tipo che impediscano ad ogni singolo allievo il pieno godimento deH’apprendimento.

Occorre prevedere strategie orientate all’inclusione degli studenti con disabilità nel gruppo dei pari e per sostenere gli studenti stranieri di recente immigrazione, per il potenziamento degli studenti con particolari attitudini disciplinari, per l’individuazione dei talenti, il potenziamento delle eccellenze e l’adozione di iniziative educative e didattiche secondo quanto indicato dalle Linee Guida sui B.E.S (L. n. 170/2010).

Si ritiene importante prevedere progettazioni che favoriscano alleanze tra docenti curricolari, di sostegno, tutor, famiglie, enti locali, associazioni.

Dispersione scolastica

E’ necessario lavorare ad una scuola “aperta”, anche oltre l’orario delle lezioni, che sviluppi progetti e programmi dedicati, vicini alla disabilità e a contatto con il territorio e le sue problematiche per contrastare la dispersione scolastica mediante l’utilizzo degli strumenti previsti dalla Buona Scuola, tra cui la nuova offerta formativa, forme di flessibilità didattica, dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (ex ASL), l’innovazione didattica e degli ambienti per l’apprendimento.

E’ necessario attivare azioni rivolte al benessere, ai corretti stili di vita e alla buona convivenza degli studenti e alla prevenzione del disagio giovanile, in particolare con riferimento alla parità di genere, ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e alla lotta alle dipendenze da droga e alcool.

Il completamento del percorso scolastico è un requisito indispensabile per la formazione di “cittadini” consapevoli, capaci di godere in pieno dei propri diritti e di adempiere correttamente ai propri doveri. Per questo motivo occorre mettere in campo tutti gli sforzi necessari finalizzati all’eliminazione della dispersione scolastica.

Assetto organizzativo della Nuova Istruzione Professionale D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 61 La revisione delflstruzione Professionale dovrà essere caratterizzata dalla personalizzazione del percorso di apprendimento, che si avvale di una quota del monte ore non superiore a 264 nel biennio, e dal Progetto formativo individuale che viene redatto dal consiglio di classe entro il 31 gennaio del primo anno di frequenza e aggiornato durante l’intero percorso scolastico.

Il Progetto formativo individuale sarà basato su un bilancio personale che evidenzia le competenze acquisite da ciascuna studentessa e da ciascuno studente, anche in modo non formale e informale e sarà idoneo a rilevare le potenzialità e le carenze riscontrate, al fine di motivare e orientare nella progressiva costruzione del percorso formativo e lavorativo.

Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (ex ASL)

Bisogna mettere ogni studente nelle condizioni di praticare un’esperienza di Scuola-Lavoro, affiancando le risorse della Buona Scuola ad accordi di filiera politiche territoriali di attivazione.

Il percorso formativo di tutti gli studenti deve necessariamente prevedere la possibilità di un’esperienza concreta, di un primo contatto con il mondo del lavoro, al fine di accrescere la consapevolezza di quali sono gli sbocchi occupazionali e le prospettive di lavoro.

Bisogna potenziare, espandere e valorizzare i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (ex ASL) e l’apprendistato, quali momenti essenziali nell’ottica di orientamento, apprendimento permanente e sviluppo dell’occupazione.

Le attività dei percorsi PCTO saranno imperniate, se l’emergenza COVID-19 non dovesse permettere le attività in presenza, su attività on line con la sperimentazione dello smart working, di progetti di ricerca e tecnologie innovative, di condivisione di risorse fra più aziende e di lavoro di gruppo su piattaforme condivise, di specifici software e/o piattaforme di simulazione, di incontri con il modo delle aziende e del tessuto imprenditoriale e delle associazioni.

Sarà comunque implementata e sempre più incrementata la cultura dell’innovazione tecnologica/digitale con le relative competenze e utilizzo di strumenti, delle nuove tecnologie e della condivisione del lavoro anche fra realtà fisicamente lontane.

Formazione del personale

Per poter assicurare agli studenti il trasferimento di conoscenze e di competenze al passo con i tempi, è assolutamente necessario che anche coloro che sono responsabili di tale trasferimento, cioè i docenti, siano a loro volta adeguatamente e costantemente formati e aggiornati pertanto bisogna attuare l’obbligo di “formazione permanente” del personale scolastico sviluppando politiche longitudinali orientate alla crescita professionale valorizzare la professione docente e del personale scolastico tutto.

Si contribuirà a definire le traiettorie della costruzione della professionalità docente, a valorizzare la dimensione di riflessività propria del “professionista responsabile” e a sostenere l’elaborazione di efficaci piani formativi di istituto, con l’obiettivo di accompagnare il docente nell’autovalutazione dei punti di forza e di debolezza della propria professionalità, nonché nella scelta di azioni formative coerenti con il proprio profilo e con la cultura organizzativa della scuola di appartenenza.

Bisogna attivare azioni formative anche tramite le Scuole Polo di ambito, in accordo con quanto il MIUR tramite il Piano triennale di formazione dei docenti 2019 – 2022 individuato nei tre ambiti di competenza di seguito riportati al cui interno si sviluppano le nove priorità del Piano:

COMPETENZE DI SISTEMA: Autonomia didattica e organizzativa – Valutazione e miglioramento – Didattica per competenze e innovazione metodologica.

COMPETENZE PER IL VENTUNESIMO SECOLO: Competenze linguistiche – Competenze digitali – Competenze relative allo sviluppo di Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (ex ASL). COMPETENZE PER UNA SCUOLA INCLUSIVA: Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale – Inclusione e disabilità – Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile.

Oltre alle linee sopra evidenziate occorre implementare percorsi formativi specifici orientati a rendere più efficace la Didattica Digitale Integrata sia per quel che concerne le attività delle discipline puramente teoriche che per le attività di laboratorio, dando priorità alle nuove tecnologie ed all’utilizzo di software e/o piattaforme di simulazione.

La Scuola sul territorio

Tra gli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e formazione vi è la promozione di un percorso formativo integrato, che si proponga quale scopo primario la formazione e la crescita personale dello studente, non solo all’interno ma anche all’esterno del contesto scolastico.

Bisogna realizzare nuove forme di interazione, attraverso la realizzazione di reti di scopo che coinvolgano una pluralità di attori, quali famiglie, enti locali, associazioni di volontariato, tessuto imprenditoriale, tutti sostanzialmente coinvolti, per quanto di propria competenza, in un rapporto di corresponsabilità educativa.

Il fine è quello di potenziare il livello complessivo dei servizi integrati, offerti sul territorio, da parte degli enti locali e dell’Istituto, nella declinazione del proprio ruolo sociale oltreché educativo.

È opportuno accompagnare un approccio dello studente al mondo delle professioni coerente con il modello economico-sociale del territorio di riferimento e attento alle evoluzioni dello stesso, garantendo percorsi di valore sociale e formativo, prevenendo qualsiasi forma di dissimulato sfruttamento del lavoro.

Identità culturale, cittadinanza, sport, educazione civica

Un obiettivo fondamentale del percorso di istruzione e formazione è rappresentato dall’educazione di ogni studente alla cittadinanza attiva, alla legalità e al rispetto delle regole.

Bisogna formare cittadini responsabili, promuovendo la partecipazione piena e consapevole di ognuno alla vita civica, culturale e sociale della propria comunità, oltre alla piena consapevolezza della propria identità storica, culturale e territoriale, presupposto indispensabile per l’affermazione e lo sviluppo della cultura dell’accoglienza e dell’inclusione.

Occorre partecipare ad iniziative, anche extra-curriculari ed in collaborazione con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato, del terzo settore e degli enti locali, incentrate su tematiche quali: il contrasto alle mafie, al bullismo e al cyberbullismo, l’integrazione sociale, la cura del territorio e la tutela del patrimonio culturale, il valore identitario delle comunità territoriali.

Le politiche nazionali per l’educazione motoria e sportiva, programmate dal MIUR, sono intese come ambito privilegiato di azione per la formazione trasversale dei giovani ai corretti e salutari stili di vita e al rispetto delle regole e delle norme sociali.

Saranno recepite le novità introdotte dal Decreto MIUR n. 35 del 22/06/2020 “Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92” al fine di sviluppare “la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società”, tenendo conto anche di quanto disposto dall’allegato A al Decreto, ovvero dei tre nuclei concettuali a cui possono essere ricondotte tutte le diverse tematiche:

  • 1. Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà

  • 2. Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio,

  • 3. Cittadinanza digitale Innovazione digitale

Occorre incrementare la digitalizzazione per aumentare l’efficienza e migliorare la scuola con nuove modalità di insegnamento e apprendimento, promuovendo la dematerializzazione, la trasparenza dei flussi di dati e l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale per colmare il divario digitale della scuola mediante la digitalizzazione amministrativa e una politica strutturale di innovazione degli ambienti e della didattica.

Quanto già avviato con il progetto “Scuola 2.0” deve essere ulteriormente raffinato tramite l’organizzazione di ambienti di apprendimento che consentano riflessione e capacità critica, partecipazione e cooperazione, creatività, in particolare attraverso:

  • la diffusione di metodologie didattiche attive (apprendimento per problemsolving, ricerca, esplorazione e scoperta), individualizzate e personalizzate che valorizzino stili e modalità affettive e cognitive individuali;

  • la promozione di situazioni di apprendimento collaborativo (aiuto reciproco, apprendimento cooperativo e fra pari, lavoro in gruppo, realizzazione di progetti e ricerche come attività ordinaria della classe) e approcci metacognitivi (modi di apprendere individuali, autovalutazione e miglioramento, consapevolezza, autonomia di studio);

Bisogna inoltre proseguire nel processo di innovazione didattica, digitale, culturale e organizzativa, in coerenza con il Piano nazionale per la scuola digitale.

L’animatore digitale e il team digitale avranno un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola, si attiveranno per partecipare ai bandi per il miglioramento dell’accesso alle risorse digitali e il coinvolgimento della comunità scolastica per la realizzazione di una cultura digitale condivisa.

Si deve continuare a creare sviluppo e innovazione sostenibile, per essere protagonisti del cambiamento, attraverso interventi mirati allo sviluppo delle infrastrutture e attrezzature materiali e degli ambienti laboratoriali, al potenziamento dei contenuti e delle competenze di cittadinanza e creatività digitale delle studentesse e degli studenti.

Cultura della Valutazione

Si ritiene opportuno diffondere la cultura della valutazione, a tutti i livelli, al fine di perseguire il miglioramento continuo della scuola tramite la valorizzazione del Sistema Nazionale di Valutazione usando al meglio i dati. L’autovalutazione deve essere considerata come un processo di riflessione continua finalizzata all’individuazione degli obiettivi di missione da sviluppare nel piano di miglioramento.

Il miglioramento di una qualsiasi organizzazione passa attraverso la sua valutazione che consente di conoscerne le prestazioni, i punti di forza e le aree da migliorare. Occorre quindi continuare ad investire sulla diffusione della cultura della valutazione a tutti i livelli implementando azioni di monitoraggio dell’azione formativa e progettuale.

Orientamento

L’orientamento come strumento per evitare che i giovani non completino il percorso formativo perché al momento della scelta non hanno optato per il corso di studi più rispondente alle proprie attitudini e aspirazioni; strumento che tramite interventi mirati, sinergicamente organizzati in collaborazione fra scuola, università e mondo del lavoro, assicuri agli studenti stessi una guida che li aiuti a fare le scelte giuste.

A tal fine, per l’orientamento in entrata, oltre ad incrementare momenti di confronto con i docenti delle scuole secondarie di primo grado, si dovranno consolidare e sviluppare percorsi volti a favorire la continuità tra i due ordini di scuola aderendo ad accordi di rete specifici sia per la stesura di un curricolo verticale che per la realizzazione di interventi sinergici, di attività laboratoriali di tipo trasversale ed azioni di peer-education. L’orientamento in uscita sarà supportato da attività di coprogettazione con università, mondo del lavoro, agenzie, enti territoriali e ordini professionali sia con l’ausilio di fondi europei che tramite l’intervento di altre strutture dello stato come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Si implementerà un sistema di orientamento formativo tale da permettere agli studenti di formulare il proprio bilancio di competenze ed elaborare un proprio progetto di vita in uscita dal percorso formativo.

Diritto allo studio e merito

Bisogna strutturare una progettualità che possa attraversare tutte le aree del curricolo garantendo il recupero delle competenze di base ma anche il potenziamento e la valorizzazione delle eccellenze. Si tratta di assicurare che nessuno studente meritevole sia lasciato indietro, strutturando politiche per il diritto allo studio adeguate e risorse sufficienti.

Internazionalizzazione

E’ necessario curare la dimensione europea della formazione attraverso una progettualità che conduca gli alunni ad acquisire competenze linguistiche e comunicative sempre più ampie e a vivere esperienze di contatto con altre culture in Paesi europei ed extraeuropei; migliorare e potenziare i risultati di apprendimento degli studenti attraverso processi di innovazione didattica anche in un’ottica internazionale. Bisogna sostenere in modo sistematico la flessibilità scolastica cumcolare attraverso formati e modelli didattici innovativi e aperti; realizzare il collegamento tra l’acquisizione delle competenze di cittadinanza al concetto di cittadinanza globale, legando lo sviluppo delle competenze alla piena comprensione delle sfide globali.

Conclusioni

Per il piano di formazione del personale docente e per la stesura del piano di miglioramento, che dovrà rispondere alle criticità emerse nel RAV, si attiveranno Commissioni e gruppi di lavoro che opereranno all’interno del Collegio dei docenti insieme con i docenti individuati come funzioni strumentali.

La dotazione di organico dell’autonomia, seppure non del tutto corrispondente a quanto richiesto per l’attuazione del PTOF in coerenza con le finalità previste dalla Legge n. 107/2015, sarà utilizzata al fine di un efficace perseguimento dei traguardi fissati per il miglioramento. Tra le possibili modalità di utilizzazione del personale docente, ferma restando la possibilità di utilizzo dell’organico dell’autonomia per l’eventuale sostituzione dei docenti assenti per supplenze temporanee fino a dieci giorni, si elencano i seguenti campi d’intervento:

  1. attività di supporto all’organizzazione di Istituto per il contenimento e la gestione della diffusione del COV1D-19;

  2. attività di supporto alla didattica curriculare in classi ad alto tasso di criticità per la presenza di alunni con BES o con situazioni di svantaggio;

  3. progetti di potenziamento dell’offerta formativa, curriculari ed extracurriculari, rivolti a classi intere o a gruppi di alunni di classi parallele delle competenze chiave in Italiano, Matematica e Lingua straniera, dove si sperimenterà la modalità di apprendimento CLIL;

  4. progetti di sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-fmanziaria e di educazione aH’autoimprenditorialità;

  5. interventi mirati al recupero e al consolidamento delle abilità linguistico/matematiche necessarie per sostenere le prove nazionali INVALSI;

  6. laboratori di alfabetizzazione di lingua italiana per alunni stranieri;

  7. sviluppo di progetti ed attività finalizzati alla valorizzazione delle eccellenze;

  8. potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento aH’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica;

  9. progetti per lo sviluppo della creatività degli studenti tramite un’ampia varietà di forme artistiche, tra cui la musica, la danza, le arti dello spettacolo, le arti visive ecc.;

  10. promozione dello sviluppo delle competenze di cittadinanza globale, nell’ottica dell’educazione allo sviluppo sostenibile e degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Atto di indirizzo orientativoper la revisione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa inerente le seguenti azioni:
Qualità
Si deve perseguire una “scuola di qualità per tutti” per garantire una proposta di educazione e di istruzione di qualità per tutti, in cui ciascuno possa riconoscere e valorizzare le proprie inclinazioni, potenzialità ed interessi, superando le difficoltà ed i limiti che si frappongono alla sua crescita come persona e come cittadino.
La scuola ha il dovere di garantire agli studenti luoghi di apprendimento sicuri e un percorso scolastico, anche attraverso l’utilizzo di nuovi ambienti di apprendimento, che possa incidere positivamente nella realizzazione del loro progetto di vita e sul loro futuro, permettendo a tutti, ancorché privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dello studio secondo il dettato della nostra Costituzione.

Offerta Formativa Triennale
Allo scopo di migliorare l’offerta formativa per rafforzare le competenze e l’insegnamento di discipline che sono patrimonio storico, culturale e artistico del nostro paese e potenziarla con riguardo alle competenze linguistiche, all’arte, all’educazione motoria e alle nuove alfabetizzazioni, tra cui le competenze economiche, l’uso critico dei media e il pensiero computazionale:
1. si integrerà il Piano già formulato in maniera coerente con gli obiettivi e i traguardi di competenze fissati nelle Indicazioni Nazionali, accrescendo lo spazio riservato al potenziamento dei saperi
disciplinari e allargando il campo d’azione con l’inserimento nella programmazione d’Istituto di percorsi, curriculari ed extracurriculari, incentrati sullo sviluppo delle competenze trasversali in compiti
di realtà, che contribuiranno a rafforzare la collaborazione con il territorio e a fornire una risposta più esaustiva ai bisogni formativi dell’utenza;
2. si incrementerà la programmazione per classi parallele, al fine di ridurre la variabilità tra le classi e garantire a tutti gli studenti uguaglianza di opportunità;
3. si interverrà con azioni mirate al potenziamento delle competenze chiave, in particolare nelle discipline di Italiano e Matematica, oggetto di rilevazione delle prove INVALSI, ma anche nella lingua straniera.
Gli apprendimenti degli alunni saranno sottoposti a costante monitoraggio, sulla base del quale saranno attuati tempestivi interventi di recupero/consolidamento;
4. si favorirà lo sviluppo di un clima di apprendimento positivo anche mediante la condivisione di regole di comportamento, con l’adozione di specifiche strategie per la promozione delle competenze sociali (assegnazione di ruoli e responsabilità, attività di cura di spazi comuni, sviluppo del senso di legalità e di un’etica della responsabilità, collaborazione e spirito di gruppo, ecc.);
5. si favorirà, nella gestione delle classi,l’individuazione di diverse dimensioni di cui tener conto, in particolare la comunicazione, la relazione educativa e l’organizzazione in quanto questi aspetti connotano un ambiente di apprendimento inclusivo e devono diventare oggetto di specifiche riflessioni collegiali per essere considerati in modo esplicito nella valutazione e nella programmazione, per la promozione di un clima di classe che punta all’apprendimento e alla partecipazione sociale di tutti gli alunni/studenti, corrispondendo adeguatamente a tutte le diversità individuali;
6. si sosterrà la conoscenza storico-critica del patrimonio culturale e l’esperienza diretta delle sue espressioni, anche attraverso le collaborazioni con le istituzioni preposte alla sua tutela, gestione e valorizzazione. Si sosterrà altresì lo sviluppo della creatività degli studenti, anche connessa alla sfera estetica e della conoscenza delle tecniche, tramite un’ampia varietà di forme artistiche, tra cui la musica, la danza, le arti dello spettacolo, le arti visive, l’artigianato artistico, il design e le produzioni creative italiane di qualità, sia nelle forme tradizionali che in quelle innovative;
7. si estenderà il concetto di curricolo da curricolo degli insegnamenti a curricolo degli apprendimenti, verticale e inclusivo, che faccia riferimento agli interventi didattici, all’organizzazione dello spazio e del tempo, dei materiali e delle risorse e che sia monitorato secondo una logica triennale, annuale e periodica.

Inclusione scolastica
Bisogna promuovere una “scuola inclusiva” atta a contrastare la dispersione scolastica, a favorire politiche per l’inclusione di tutti gli alunni e a sviluppare una politica organica per studenti e fabbisogni del territorio, finalizzata a garantire il pieno diritto allo studio anche degli studenti disabili aprendo la scuola al territorio.
Occorre potenziare il ruolo dell’Istituto quale motore di sviluppo sociale e ridurre il divario tra і territori promuovendo la coesione sociale, devono essere definiti percorsi didattici personalizzati ed inclusivi, anche nel quadro degli obiettivi dell’agenda 2030.
L’inclusione è garanzia per l’attuazione del diritto alle pari opportunità e per il successo formativo di tutti.
L’evoluzione dei concetti di disabilità, normalità, inclusione educativa e i continui progressi della tecnologia hanno trasformato il modo di vivere e di pensare la diversità prefigurando un modello pedagogico orientato al superamento della categorizzazione degli alunni con svantaggi nella scuola, a favore della costruzione di curricoli inclusivi per tutti e non solo per i soggetti con disabilità.
Un curricolo inclusivo privilegia la personalizzazione perché valorizza le molteplici forme di differenziazione, cognitiva, comportamentale, culturale, che gli allievi portano in dote a scuola.
Si devono personalizzare i percorsi di insegnamento-apprendimento non per parcellizzare gli interventi e progettare percorsi differenti per ognuno degli alunni/studenti delle classi, quanto per strutturare un curricolo che possa essere percorso da ciascuno con modalità diversificate in relazione alle caratteristiche personali. Bisogna pensare alla classe non come un’unica entità astratta che ha un unico obiettivo da raggiungere con un’unica strategia, ma come una realtà composita in cui mettere in atto molteplici strategie per sviluppare le potenzialità di ciascuno.
La scuola deve essere il luogo dell’inclusione, dell’integrazione, della crescita e dello sviluppo collettivo e individuale. Nessuno deve essere lasciato indietro, non devono esistere barriere di alcun tipo che impediscano ad ogni singolo allievo il pieno godimento dell’apprendimento.
Occorre quindi prevedere strategie orientate all’inclusione degli studenti con disabilità nel gruppo dei pari e per sostenere gli studenti stranieri di recente immigrazione, per il potenziamento degli studenti con particolari attitudini disciplinari, per l’individuazione dei talenti, il potenziamento delle eccellenze e l’adozione di iniziative educative e didattiche secondo quanto indicato dalle Linee Guida sui B.E.S (L. n.170/2010).
Si ritiene importante prevedere progettazioni che favoriscano alleanze tra docenti curricolari, di sostegno, tutor, famiglie, enti locali, associazioni.

Dispersione scolastica
E’necessario lavorare ad una scuola “aperta”, anche oltre l’orario delle lezioni, che sviluppi progetti e programmi dedicati, vicini alla disabilità e a contatto con il territorio e le sue problematiche per contrastare la dispersione scolastica mediante l’utilizzo degli strumenti previsti dalla Buona Scuola, tra cui la nuova offerta formativa, forme di flessibilità didattica,l’alternanza scuola-lavoro,l’innovazione didattica e degli ambienti per l’apprendimento.
E’necessario attivare azioni rivolte al benessere, ai corretti stili di vita e alla buona convivenza degli studenti e alla prevenzione del disagio giovanile, in particolare con riferimento alla parità di genere, ai fenomeni del
bullismo e del cyberbullismo e alla lotta alle dipendenze da droga e alcool.
Il completamento del percorso scolastico è un requisito indispensabile per la formazione di “cittadini” consapevoli, capaci di godere in pieno dei propri diritti e di adempiere correttamente ai propri doveri. Per questo motivo occorre mettere in campo tutti gli sforzi necessari finalizzati all’eliminazione della dispersione scolastica.

Assetto organizzativo della Nuova Istruzione ProfessionaleD. Lgs. 13 aprile 2017, n. 61
La revisione dell’Istruzione Professionale dovrà essere caratterizzato dalla personalizzazione del percorso di apprendimento, che si avvale di una quota del monte ore non superiore a 264 nel biennio, e dal Progetto formativo individuale che viene redatto dal consiglio di classe entro il 31 gennaio del primo anno di frequenza e aggiornato durante l’intero percorso scolastico.
Il Progetto formativo individuale sarà basato su un bilancio personale che evidenzia le competenze acquisite da ciascuna studentessa e da ciascuno studente, anche in modo non formale e informale e sarà idoneo a rilevare le
potenzialità e le carenze riscontrate, al fine di motivare e orientare nella progressiva costruzione del percorso formativo e lavorativo.

Alternanza scuola-lavoro
Bisogna mettere ogni studente nelle condizioni di praticare un’esperienza di Scuola-Lavoro, affiancando le risorse della Buona Scuola ad accordi di filiera politiche territoriali di attivazione.
Il percorso formativo di tutti gli studenti deve necessariamente prevedere la possibilità di un’esperienza concreta, di un primo contatto con il mondo del lavoro, al fine di accrescere la consapevolezza di quali sono gli
sbocchi occupazionali e le prospettive di lavoro.
Bisogna potenziare, espandere e valorizzare l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato, quali momenti essenziali nell’ottica di orientamento, apprendimento permanente e sviluppo dell’occupazione.

Formazione del personale
Per poter assicurare agli studenti il trasferimento di conoscenze e di competenze al passo con i tempi, è assolutamente necessario che anche coloro che sono responsabili di tale trasferimento, cioè i docenti, siano a
loro volta adeguatemene e costantemente formati e aggiornati pertanto bisogna attuare l’obbligo di “formazione permanente” del personale scolastico sviluppando politiche longitudinali orientate alla crescita
professionale valorizzare la professione docente e del personale scolastico tutto.
Si contribuirà a definire le traiettorie della costruzione della professionalità docente, a valorizzare la dimensione di riflessività propria del “professionista responsabile” e a sostenere l’elaborazione di efficaci piani formativi di
istituto, con l’obiettivo di accompagnare il docente nell’autovalutazione dei punti di forza e di debolezza della propria professionalità, nonché nella scelta di azioni formative coerenti con il proprio profilo e con la cultura
organizzativa della scuola di appartenenza.
Bisogna attivare azioni formative anche tramite le Scuole Polo di ambito, in accordo con quanto il MIUR tramite il Piano triennale di formazione dei docenti 2016 – 2019 individuato nei tre ambiti di competenza di seguito riportati al cui interno si sviluppano le nove priorità del Piano:
COMPETENZE DI SISTEMA: Autonomia didattica e organizzativa – Valutazione e miglioramento – Didattica
per competenze e innovazione metodologica.
COMPETENZE PER IL VENTUNESIMO SECOLO: Competenze linguistiche – Competenze digitali –
Competenze relative allo sviluppo di progetti di alternanza Scuola – Lavoro.
COMPETENZE PER UNA SCUOLA INCLUSIVA: Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza
globale – Inclusione e disabilità – Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile.

Innovazione digitale
Occorre incrementare la digitalizzazione per aumentare l’efficienza e migliorare la scuola con nuove modalità
di insegnamento e apprendimento, promuovendo la dematerializzazione, la trasparenza dei flussi di dati e
l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale per colmare il divario digitale della scuola mediante la
digitalizzazione amministrativa e una politica strutturale di innovazione degli ambienti e della didattica.
Quanto già avviato con il progetto “Scuola 2.0” deve essere ulteriormente raffinato tramite l’organizzazione di
ambienti di apprendimento che consentano riflessione e capacità critica, partecipazione e cooperazione,
creatività, in particolare attraverso:
– la diffusione di metodologie didattiche attive (apprendimento per problem-solving, ricerca, esplorazione
e scoperta), individualizzate e personalizzate che valorizzino stili e modalità affettive e cognitive
individuali;
– la promozione di situazioni di apprendimento collaborativo (aiuto reciproco, apprendimento cooperativo e fra pari, lavoro in gruppo, realizzazione di progetti e ricerche come attività ordinaria della classe) e
approcci metacognitivi (modi di apprendere individuali, autovalutazione e miglioramento, consapevolezza, autonomia di studio);

Bisogna inoltre proseguire nel processo di innovazione didattica, digitale, culturale e organizzativa, in coerenza con il Piano nazionale per la scuola digitale.
Si deve continuare a creare sviluppo e innovazione sostenibile, per essere protagonisti del cambiamento, attraverso interventi mirati allo sviluppo delle infrastrutture e attrezzature materiali e degli ambienti
laboratoriali, al potenziamento dei contenuti e delle competenze di cittadinanza e creatività digitale delle studentesse e degli studenti.

Cultura della Valutazione
Si ritiene opportuno diffondere la cultura della valutazione, a tutti i livelli, al fine di perseguire il miglioramento continuo della scuola tramite la valorizzazione del Sistema Nazionale di Valutazione usando al
meglio i dati.
L’autovalutazione deve essere considerata come un processo di riflessione continua finalizzata all’individuazione degli obiettivi di missione da sviluppare nel piano di miglioramento.
Il miglioramento di una qualsiasi organizzazione passa attraverso la sua valutazione che consente di conoscerne le prestazioni, i punti di forza e le aree da migliorare. Occorre quindi continuare ad investire sulla diffusione
della cultura della valutazione a tutti i livelli implementando azioni di monitoraggio dell’azione formativa e progettuale.

Orientamento
L’orientamento come strumento per evitare che i giovani non completino il percorso formativo perché al momento della scelta non hanno optato per il corso di studi più rispondente alle proprie attitudini e aspirazioni;
strumento che tramite interventi mirati, sinergicamente organizzati in collaborazione fra scuola, università e mondo del lavoro, assicuri agli studenti stessi una guida che li aiuti a fare le scelte giuste.
A tal fine, per l’orientamento in entrata,oltre ad incrementare momenti di confronto con i docenti delle scuole secondarie di primo grado, si dovranno consolidare e sviluppare percorsi volti a favorire la continuità tra i due
ordini di scuola aderendo ad accordi di rete specifici sia per la stesura di un curricolo verticale che per la realizzazione di interventi sinergici, di attività laboratoriali di tipo trasversale ed azioni di peer-education.
L’orientamento in uscita sarà supportato da attività di coprogettazione con università, mondo del lavoro, agenzie, enti territoriali e ordini professionali sia con l’ausilio di fondi europei che tramite l’intervento di altre
strutture dello stato come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Si implementerà un sistema di orientamento formativo tale da permettere agli studenti di formulare il proprio bilancio di competenze ed elaborare un proprio progetto di vita in uscita dal percorso formativo.

Diritto allo studio e merito
Bisogna strutturare una progettualità che possa attraversare tutte le aree del curricolo garantendo il recupero delle competenze di base ma anche il potenziamento e la valorizzazione delle eccellenze. Si tratta di assicurare
che nessuno studente meritevole sia lasciato indietro, strutturando politiche per il diritto allo studio adeguate e risorse sufficienti.

Internazionalizzazione
E’necessariocurare la dimensione europea della formazione attraverso una progettualità che conduca gli alunni ad acquisire competenze linguistiche e comunicative sempre più ampie e a vivere esperienze di contatto con
altre culture in Paesi europei ed extraeuropei; migliorare e potenziare i risultati di apprendimento degli studenti attraverso processi di innovazione didattica anche in un’ottica internazionale. Bisogna sostenere in modo
sistematico la flessibilità scolastica curricolare attraverso formati e modelli didattici innovativi e aperti; realizzare il collegamento tra l’acquisizione delle competenze di cittadinanza al concetto di cittadinanza globale,
legando lo sviluppo delle competenze alla piena comprensione delle sfide globali.

Conclusioni
Per il piano di formazione del personale docente e per la stesura del piano di miglioramento, che dovrà rispondere alle criticità emerse nel RAV, si attiveranno Commissioni e gruppi di lavoro che
opererannoall’interno del Collegio dei docenti insieme con i docenti individuati come funzioni strumentali.
La dotazione di organico dell’autonomia, seppure non del tutto corrispondente a quanto richiesto per l’attuazione del PTOF in coerenza con le finalità previste dalla Legge n. 107/2015, sarà utilizzata al fine di
un efficace perseguimento dei traguardi fissati per il miglioramento. Tra le possibili modalità di utilizzazione del personale docente, ferma restando la possibilità di utilizzo dell’organico dell’autonomia per l’eventuale
sostituzione dei docenti assenti per supplenze temporanee fino a dieci giorni, si elencano i seguenti campi d’intervento:
1. attività di supporto alla didattica curriculare in classi ad alto tasso di criticità per la presenza di alunni con BES o con situazioni di svantaggio;
2. progetti di potenziamento dell’offerta formativa, curriculari ed extracurriculari, rivolti a classi intere o a gruppi di alunni di classi parallele delle competenze chiave in Italiano, Matematica e Lingua straniera,
dove si sperimenterà la modalità di apprendimento CLIL;
3. progetti di sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria e di educazione all’autoimprenditorialità;
4. interventi mirati al recupero e al consolidamento delle abilità linguistico/matematiche necessarie per sostenere le prove nazionali INVALSI;
5. laboratori di alfabetizzazione di lingua italiana per alunni stranieri;
6. sviluppo di progetti ed attività finalizzati alla valorizzazione delle eccellenze;
7. potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica;
8. progetti per lo sviluppo della creatività degli studenti tramite un’ampia varietà di forme artistiche, tra cui la musica, la danza, le arti dello spettacolo, le arti visive ecc;
9. promozione dello sviluppo delle competenze di cittadinanza globale, nell’ottica dell’educazione allo sviluppo sostenibile e degli obiettivi dell’Agenda 2030.
Si ricorda che il PTOF dovrà essere rivisto entro il mese di ottobre 2018 e redatto a cura della Funzione Strumentale preposta con la collaborazione delle ulteriori figure di staff del Dirigente.