La trattativa per il rinnovo del contratto scuola va avanti faticosamente

BISOGNA AUMENTARE LE RETRIBUZIONI  E RICONOSCERE I DIRITTI DEI PRECARI  

Mentre si addensano le nubi sul dimensionamento scolastico (in provincia di Teramo si vorrebbero tagliare 8 Istituzioni scolastiche) e non si investe su organici e sul tempo scuola, mercoledì 17 maggio potrebbero concludersi gli incontri tra OO.SS. e Aran per il rinnovo contrattuale 2019-2021 del comparto “Istruzione e Ricerca”. Bisogna arrivare quanto prima alla conclusione di un contratto ormai scaduto dal 2018 per poter aprire la stagione del rinnovo del prossimo triennio contrattuale 2022-24.

Nella trattativa nazionale si è definito un incremento di 100 mln di euro una tantum (stanziati dalla legge n. 6/2023), e di 230 mln di euro (in precedenza finalizzati alla “dedizione” del lavoro docente) degli aumenti stipendiali ancora non assegnati con l’accordo contrattuale dello scorso dicembre 2022.

Si tratta di risorse una tantum a distribuiretra personale docente e ATA, sia di ruolo che precario. Le restanti disponibilità dovranno essere finalizzate ad incrementare in via continuativa gli stipendi di tutto il personale (la RPD, retribuzione professionale docenti, e il CIA, compenso individuale accessorio per gli ATA), e aumentare i diritti dei precari, a partire dai tre giorni di permessi retribuiti.

Nel CCNL bisogna rafforzare le relazioni sindacali, partendo dal presupposto che l’organizzazione del lavoro e la distribuzione delle risorse devono prevedere regole stabilite dalla contrattazione d’istituto. Invece in questi ultimi tempi il Governo riduce le prerogative contrattuali intervenendo con leggi su materie oggetto di negoziazione (vedi orientatore e tutor).

Il contratto  resta lo strumento prioritario per estendere i diritti dei precari e affermare il principio della giustizia europea relativamente all’equiparazione dei diritti dei lavoratori di ruolo con quelli non di ruolo. Non fare ciò significherebbe venir meno alla propria funzione di sindacato che è quella di tutelare e conciliare gli interessi di tutti i lavoratori a partire dai più fragili.

A fronte di una situazione economica sempre più preoccupante per i lavoratori, e di un’inflazione che intacca fortemente il potere d’acquisto degli stipendi, occorre che il Governo stanzi le necessarie risorse per il rinnovo contrattuale 2022-2024 nella prossima legge di bilancio poiché ad oggi nulla ancora è stato stanziato, così come nulla prevede il DEF per i contratti dei lavoratori pubblici.

Nelle prossime settimane la FLC CGIL Teramo incontrerà i lavoratori della scuola in assemblee territoriali per fare il punto sulla situazione e per rilanciare l’iniziativa sindacale. Inoltre, organizzerà (il 25 maggio) un incontro di formazione con le RSU (presso la Camera del lavoro di Teramo) sul tema della contrattazione nei luoghi di lavoro e su come potenziarla, a partire dalle regole per l’utilizzo delle risorse del PNRR, dell’orientatore e del tutor. 

FLC CGIL TERAMO