Premio nazionale Paolo Borsellino, la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati onorata di aver premiato la senatrice a vita Liliana Segre

La memoria come impegno civile, la legalità come valore da trasmettere alle nuove generazioni e la responsabilità di costruire una società libera dalle mafie. Sono questi i principi che animano il Premio nazionale Paolo Borsellino, giunto alla sua 34ª edizione, la cui cerimonia di consegna si è svolta venerdì 16 ottobre nell’Auditorium della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila.

Un appuntamento di grande valore civile e istituzionale, che ha rinnovato l’impegno a mantenere viva la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per la giustizia, la democrazia e la libertà. Una memoria che non può limitarsi al ricordo formale o alle aule dei tribunali, ma deve diventare patrimonio condiviso, da coltivare nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e nelle comunità.

Ricordare significa dare voce alle persone che hanno lottato contro le mafie e ogni forma di illegalità, raccogliendone l’eredità morale e trasformandola in un impegno concreto. È il senso profondo delle parole di Paolo Borsellino, che evocava il «fresco profumo di libertà» come antidoto all’indifferenza e alla rassegnazione.

La memoria antimafia rappresenta, oggi più che mai, uno strumento fondamentale per promuovere la cultura della legalità, della giustizia e del rispetto delle regole. Un percorso educativo che trova nella scuola uno dei suoi luoghi privilegiati, perché proprio alle giovani generazioni è affidato il compito di custodire questi valori e tradurli in scelte quotidiane, consapevoli e responsabili.

Tra i momenti più significativi della manifestazione,il riconoscimento conferito alla senatrice a vita Liliana Segre e consegnato dalla professoressa Maria Letizia, dirigente scolastica del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Pascal” e reggente del Polo Liceale “Delfico-Montauti” di Teramo. La dirigente scolastica Fatigati ha avuto il piacere e l’onore di premiare la senatrice       Segre, testimone straordinaria della Shoah e instancabile voce della memoria, attraverso due suoi rappresentanti, in quanto impossibilitata a partecipare personalmente alla cerimonia.

Un gesto dal forte significato simbolico, che sottolinea il ruolo centrale della scuola nella trasmissione della memoria storica e nella formazione delle coscienze. La testimonianza di Liliana Segre richiama, infatti, il valore della dignità umana, il rifiuto dell’odio e della discriminazione e la necessità di non abbassare mai la guardia di fronte all’indifferenza e alle ingiustizie.

Sono stati 18 i testimoni protagonisti della manifestazione, condotta da Alessio Viola, giornalista e conduttore di Sky Italia, e da Alessia Di Giovacchino, giornalista e responsabile della comunicazione di L’Aquila 2026. Le motivazioni dei riconoscimenti sono state lette da Roberto Pedicini, doppiatore, attore e conduttore radiofonico. Particolarmente significativa è stata la partecipazione del commissario di Polizia Manfredi Borsellino (figlio del magistrato), del presidente del Premio Borsellino, Renato Cortese, e delle principali autorità regionali. Questo l’elenco dei premiati: Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri; Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; Ignazio Gibilaro, vicedirettore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI); Liliana Segre, senatrice a vita della Repubblica Italiana (premio ritirato da due suoi rappresentanti e consegnato dalla dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati); Giancarlo Di Vincenzo, prefetto e vicedirettore Generale della Pubblica Sicurezza; Claudia Caramanna, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo; Marco Bisogni, magistrato e componente togato del CSM; Augusto Zaccariello, dirigente generale del Corpo di Polizia penitenziaria; Claudio Sgaraglia, prefetto di Milano; Gaetano Bonaccorso, questore di Bologna; Leo Gullotta, attore; Riccardo Milani, regista e sceneggiatore; Rinaldo Tordera, presidente dell’Accademia di Belle Arti e vicepresidente del Comitato dei Garanti per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026; Rossella Governa, dirigente del IV Reparto Volo della Polizia di Stato; Iolanda Seri, dirigente del V Reparto Mobile della Polizia di Stato di Torino; Maurizio Scelli, direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Abruzzo; don Alberto Conti, direttore della Caritas di Trivento e delegato della Caritas Abruzzo-Molise; APS Memorial Day (premio ritirato dal fondatore Michele Dressadore). 

La cerimonia è stata trasmessa in diretta e in differita serale su Super J, nonché in diretta e in differita streaming su Radio Cerrano Web TV, consentendo a un pubblico più ampio di partecipare a un momento di riflessione e condivisione.

Ancora una volta, il Premio nazionale Paolo Borsellino si conferma un’iniziativa dalle molteplici sfaccettature, capace di unire istituzioni, scuola, cultura e società civile attorno a un obiettivo comune: costruire una coscienza collettiva fondata sulla legalità, sulla responsabilità, sulla trasparenza e sull’etica pubblica.

Valori che non appartengono soltanto alla memoria del passato, ma rappresentano una guida indispensabile per il presente e il futuro. Perché educare alla legalità significa, prima di tutto, educare alla libertà, al rispetto degli altri e alla consapevolezza che ciascuno può contribuire alla costruzione di una società più giusta.

Angelo Di Carlo

Ultima revisione il 22-10-2026